| Piccolo bilancio della stagione salsera. (E. Conte) |
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Cari compagni di viaggio, fare un bilancio della stagione salsera appena passata non è facile. I dati sono assolutamente contraddittori: si è andato da grandi successi ad autentici flop. Sarebbe forse più saggio affermare che l'onda salsera, ad un certo punto, si è arrestata anche se, sicuramente, non ha lasciato dietro di sé il deserto...Facciamo un bilancio della passata stagione insieme ad Enzo Conte. D'altra parte "è la domanda che crea l'offerta" e mai viceversa. Stupidamente abbiamo dimenticato questa grande verità e così abbiamo continuato ad aprire locali, ad aprire scuole, ad organizzare festival, raduni, congressi e quant'altro, senza renderci conto che il pubblico stava andando in overdose.Col senno del poi, non credo però che la salsa sia in crisi, almeno da un punto di vista dei numeri. Credo semmai che ci troviamo davanti ad una crisi più etica perché strada facendo abbiamo dimenticato i valori, le buone intenzioni e gli ideali dei nostri romantici esordi.
La vera crisi è cominciata a nascere quando si è perso per strada lo "spontaneismo", la passione disinteressata per cadere nelle trappole del business. Molti maestri a quel punto si sono trasformati in tanti piccoli manager di se stessi. Niente di male a fare delle propria passione un mestiere. L'artista da sempre è una delle professioni più nobili. Il vero problema nasce quando però si finisce col fare ogni cosa nell'ottica del lavoro e del tornaconto economico. E così finiti gli eroici tempi del "Tutti per uno, uno per tutti" ognuno ha preso a coltivare il suo orticello, trasformando la propria scuola in un "Hotel a 5 stelle all inclusive", dove si fornisce di tutto: dalle lezioni di ballo agli stage, dai raduni salseri alle gite fuori porta, dalle pizzate alle cene, dagli incontri sociali alle serate danzanti, con tanto di dee jay personalizzato. Senza dimenticare poi il mercato delle magliette, delle tute sponsorizzate, delle scarpe da ballo e dei gadget personalizzati... Se tutto ciò ha una sua logica, mi chiedo però dove ci porterà questa tendenza? Riusciremo mai a proporre qualcosa di diverso senza l'aiuto ed il contributo di tutti?...
Ultimamente ho partecipato al "Salsa Global Circuit" di Perugia e in quell'occasione ho avuto la possibilità di intervistare, per una web TV latina, alcuni degli artisti presenti, Tutti mi sono sembrati piuttosto consapevoli che è arrivato il momento di ritornare, laddove possibile, allo spirito delle origini. L'eccesso di specializzazione ha diviso l'ambiente ma l'ha diviso perché, noi per primi, non siamo stati capaci di diffondere l'amore per la varietà. Ora la domanda sorge spontanea: ma è meglio ballare bene un solo ballo, un solo stile, oppure è meglio ballare discretamente tanti balli, tanti stili diversi? Una domanda del genere in un paese come il Brasile avrebbe una risposta ovvia: il brasiliano, come ho detto più volte, ama la varietà, non la specializzazione, Trova affascinante imparare un po' di tutto per poter poi ballare con tutti. Da noi, in Italia invece cadiamo sempre nella sindrome "o da una parte o dall'altra" e spesso, prima ancora di essere a favore di una cosa, si è anti-qualcosa. E così nel tempo si sono sviluppate delle forme di odio o peggio di razzismo verso quelle persone che praticano uno stile magari diverso dal nostro. Ma è mai possibile? Non si tratta alla fine un solo semplice ballo? ("sono solo canzonette" direbbe qualcuno)
Questo atteggiamento di chiusura è quello che oggi mi sorprende maggiormente. Ad inizio stagione avevo, ad esempio, provato a lanciare delle idee costruttive. Avevo fatto un appello: "riscopriamo il chachacha". Ero convinto che solo moltiplicando il nostro menu musicale potevamo superare alcune barriere oggi esistenti. Devo ammettere però che il mio appello è rimasto assolutamente inascoltato, perché da allora nulla è cambiato. A parole erano tutti d'accordo ma nei fatti, ancora oggi, quando vai in un locale, è rarissimo ascoltare un chachacha (ed è proprio un mistero il motivo per cui i cubani per primi non sfruttano l'enorme potenziale di questo ritmo sabroso da loro creato). Avevo anche lanciato l'idea di volgere lo sguardo verso alcuni ritmi brasiliani emergenti come il lamba-zouk ed il forrò, ma devo dire che, anche in questo caso, sono rimasto assolutamente inascoltato. Noi qui a Roma abbiamo provato a fare delle serate "multietniche", ma devo confessare che il pubblico non ci ha seguito, dimostrando di non essere interessato a sperimentare qualcosa di diverso. Sembra che per il pubblico salsero, a parte la bachata, esista solo la salsa! Anzi, direi, un certo tipo di salsa... e quindi diventa impossibile variare la programmazione musicale, magari riscoprendo il merengue che una volta era un ballo che metteva un po' tutti d'accordo.
I fatti mi hanno purtroppo dimostrato che sono io ad essere un po' fuori dai tempi (o troppo indietro o chissà troppo avanti), ma quando non si riesce ad essere in sintonia con gli altri non bisogna mai dare la colpa a chi non ti capisce, semmai devi essere tu a chiederti in che cosa la tua comunicazione non ha funzionato. Da parte mia però non me ne faccio un cruccio. Sono ormai arrivato alla benefica conclusione che bisogna andare sempre per la strada in cui si crede, senza preoccuparsi troppo del fatto se gli altri ti seguono o meno. Si può essere felici e soddisfatti anche se si è in pochi o da soli. L'importante è provare amore per quello che si fa. Tutto ciò che fai, lo devi fare perché è quello che ti da ancora l'entusiasmo, la forza di lottare e di metterti sempre in gioco. Sarà forse questo il segreto per cui negli anni la mia passione non si è mai affievolita. Forse è cambiata, sicuramente si è trasformata nel tempo, ma mai si è placata la mia sete di sperimentare e di sperimentarsi... Come è stato, invece, il tuo bilancio di stagione?...
Per quanto mi riguarda, come già sottolineavo in un mio precedente articolo: "il miglior antidodo contro la crisi è l'azione" ed oggi più che mai ho tantissimi progetti per il futuro. Ultimamente ho fatto ritornare da Cuba la professoressa Graciela Chao Carbonero ed il suo arrivo mi ha regalato un grande entusiasmo, risvegliando il mio spirito creativo. Sto infatti lavorando in contemporanea a tre progetti editoriali: la ristampa dei miei primi due libri: "Salsa, il Tropico dell'Anima" e "La salsa portoricana" e la realizzazione della mia nuova creatura letteraria: "L'Arte di Insegnare", legata al progetto di aprire una vera e propria "Università del ballo Afro-Latino-Caraibico." Il primo libro sarà dedicato in particolare all'evoluzione di tutta la musica del Caribe ed arriverà fino ai giorni nostri. Il secondo invece lo rivoluzionerò completamente. Sarà un libro dedicato non più alla salsa portoricana ma all'isola di Puerto Rico. Un vero e proprio passaporto musicale alla scoperta dei balli popolari del folclore e della cultura di questa isola ai più sconosciuta. A Puerto Rico sono stato 15 volte, vi ho soggiornato per lunghi periodi e in tempi diversi, ho avuto modo di conoscere la sua anima, i suoi tanti protagonisti. Ho respirato a fondo la sua energia, ho assaporato la sua essenza "cocola" e credo che sia arrivato il momento di dedicargli il giusto tributo. Questi libri saranno accompagnati anche da alcuni cd musicali, ed in questo momento sono particolarmente impegnato a raccogliere tutto il materiale sonoro necessario.
Tutti questi progetti li porterò avanti quest'estate durante il mio ennesimo soggiorno in Brasile. Eh sì, cari amici, anche quest'anno tornerò nel mio amato Brasile e specificamente a Salvador de Bahia, dove riproporrò i miei corsi di salsa presso l'Estudio de dança di Maristela Lins. Mi aspetta il calore di quella gente e soprattutto l'opportunità di vivere una esperienza umana incredibile che per me ogni volte è fonte di immensa energia. La cosa difficile è semmai fare ritorno in Italia, perché non è facile vivere l'inverno italiano (e questo ultimo funestato dalla crisi economica e da un inverno particolarmente freddo e piovoso penso che sia stato pesante un po' per tutti). Ma le mie radici sono qui e credo che l'Italia sia, nonostante tutto, un paese bellissimo che ti offre una miriade di possibilità. Basta saperle cogliere!... Per farlo bisogna innanzi tutto continuare ad inseguire i propri sogni e non disperdere mai l'energia accumulata, nella speranza di continuare per il futuro a trasmettere agli altri una sana quanto durevole passione. Ed è ciò che mi propongo di fare, felice di continuare a viaggiare insieme a tutti coloro che lo vorranno...
A tutti auguro una bellissima estate capace di risvegliare in ognuno di voi l'amore per la vita Enzo
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